DEIZE
tenero
-
non duro teneo [ˈtenˑju] ~ [ˈteɲˑu] ~ [ˈtenˑeu̯]1,2
-
affettuoso, buono teneo [ˈtenˑju] ~ [ˈteɲˑu] ~ [ˈtenˑeu̯]1,2
doçe [ˈduːse]3
Per saperne di più
1. Pronuncia della desinenza atona -eo
La desinenza atona -eo realizza un suono che può oscillare, a seconda dei casi, tra [ɔw] ~ [ju] ~ [ew]. Per ragioni di coerenza si ritiene opportuno mantenerla, così come fanno molti autori, per quei termini che la avevano in origine e che hanno tuttora il plurale in -ei. Da angeo [ˈaŋdʒɔw] “angelo” si avrà quindi angei [ˈaŋdʒej], da umeo [ˈymˑju] “umido” e “umile” si avrà umei [ˈymˑej] ~ [ˈymˑi], ecc.
2. Nesso [nj] in genovese urbano
Il nesso [nj] a inizio di parola e fra vocali viene spesso realizzato in genovese urbano e varietà affini come [ɲ] (il suono di “gn”). Si ha quindi la pronuncia [ˈɲaːtri] per niatri (“gnatri”), [iɲeˈsjuŋ] per inieçion (“igneçion”), [ˈaɲˑa] per ania (“agna”), ecc. Si noti che i maschili singolari che terminano in -nio [-ɲˑu] al plurale terminano regolarmente in -nni [-nˑi]: testimònio [testiˈmɔɲˑu] > testimònni [testiˈmɔnˑi], capitanio [kapiˈtaɲˑu] > capitanni [kapiˈtanˑi], ecc.
3. Plurali dei femminili in -e
I sostantivi e gli aggettivi femminili che terminano in -e rimangono invariati al plurale, mantenendo una forma più vicina a quella della declinazione originale latina rispetto agli equivalenti italiani. Si ha quindi unna ciave > doe ciave < duae claves “due chiavi” e unna noxe > træ noxe < tres nuces “tre noci”. Le forme dei plurali in -i, come ciavi e noxi, sono italianismi ampiamente diffusi soprattutto nelle aree urbane. Fanno eccezione i femminili in -eise, la cui forma plurale è ormai -eixi come per il maschile: unna zeneise > dötræ zeneixi “alcune genovesi”.
Declinazioni
| m. s | m. p | f. s | f. p |
|---|---|---|---|
| doçe | dôsci | doçe | doçe |
| teneo | tenei | tenea | tenee |