Consiglio per il patrimonio linguistico ligure

Consiglio ligure

Associazione per la promozione della lingua ligure

Il Consiglio per il patrimonio linguistico ligure è un’associazione di persone impegnate nella promozione delle varietà romanze storiche della Liguria. In particolare, si propone di creare le condizioni per facilitare l’apprendimento del patrimonio linguistico della regione, sia a livello di ricerca scientifica sia a livello divulgativo.

Il Consiglio, in qualità d’organizzazione apartitica e apolitica, si propone inoltre di dialogare con le istituzioni per l’avvio di iniziative legate ai propri obiettivi. Per queste finalità, dispone di un comitato scientifico indipendente.

L’adesione al Consiglio è volontaria e aperta a tutti. Per contattarci potete scriversci all’indirizzo info@conseggio-ligure.org o sulla nostra pagina Facebook.

Fiorenzo Toso

Il 24 settembre u.s. è prematuramente mancato il prof. Fiorenzo Toso, ordinario di linguistica generale presso l’Università di Sassari, ma in Liguria conosciuto principalmente per gli innovativi studi sul genovese, il suo lessico, la sua letteratura e la sua presenza oltremare. Ha tradotto numerose opere dal francese e dallo spagnolo in italiano e dall’italiano, dall’inglese e dallo spagnolo in genovese. Si occupava inoltre di temi relativi alle minoranze linguistiche in Italia e in Europa, di lessicografia e di studi etimologici. Per l’estensore di questa nota risulta particolarmente doloroso redigere il necrologio di Fiorenzo, sia perché ci conoscevamo da una vita, sia perché era uno dei sostenitori più convinti del mio modo di intendere la poesia in genovese. Fin dai tardi anni ‘70, quando entrambi partecipavamo al concorso di poesia “Lauro d’Oro”, a quando inserì i miei testi nella fondamentale antologia “Letteratura Genovese e Ligure” (Marietti, 1989-1991), a quando fondò e diresse la collana di letteratura “A parma” per le edizioni “Le Mani”, fino alla grammatica scritta a quattro mani “Il genovese in tasca” (Assimil, 2010) e alle recenti collaborazioni alla collana “E restan forme”, dell’editrice “Zona”, le nostre scelte in materia linguistica e anche estetica procedettero di pari passo. In poesia e in prosa, Toso è infatti stato il primo, nei tempi moderni, a farsi fautore di una lingua genovese letteraria, in certo modo aulica, ma atta anche a ogni uso contemporaneo, appoggiandosi ad approfonditi studi del genovese classico e a recuperi lessicali dai testi del passato, specie di età barocca, così come dal genovese periferico tuttora parlato. La sua battaglia per il riconoscimento dell’importanza sia storico-sociale, sia letteraria del genovese, gli costò, specie agli inizi della sua carriera accademica, diffidenze e incomprensioni, ma ottenne un importante successo con la mostra “Il Genovese - Storia di una lingua”, da lui organizzata presso l’Archivio di Stato nel settembre 2017, evento che rappresentò un traguardo già solo dal titolo, poiché in un ambito istituzionale e con gran risalto veniva usato, con riferimento al genovese, il termine “lingua” e non “dialetto”. In una vita interamente dedicata a questo scopo preciso, oltre che alla famiglia, altro punto fermo nella sua vita, Toso ha prodotto una quantità di testi scientifici e letterari stupefacentemente folta e accurata, quasi sapesse che il tempo concessogli a disposizione non era molto, e seguisse il consiglio dell’Anonimo, padre medioevale della nostra letteratura, posto a epigrafe della “Storia linguistica della Liguria” (Recco-Genova, 1995): “Lavore, quando è saxon / l’omo, avanti che passe l’ora: / a compir un faito bon / non è mai da dar demora.” (Rima LXXVIII)

Alessandro Guasoni