DEIZE
arpione
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chiodo a elle cancæto [kaŋˈkɛːtu]
gangao [ˈɡaŋɡɔu̯] ~ [ˈɡaŋɡau̯]1
hanno piantato un arpione nel muro per appendere il quadro
an acciantou un cancæto inta miagia pe attaccâ o quaddro
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pesc. asta uncinata usata per la pesca arpon [arˈpuŋ]
furgao [ˈfyːrɡɔu̯] ~ [ˈfyːrɡau̯]1
il marinaio lanciò l’arpione contro la balena
o mainâ o l’à asbriou l’arpon contra a baleña
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1. Pronuncia della desinenza atona -ao
La desinenza -ao, che un tempo in genovese indicava lo iato [aːu], rende ormai generalmente il dittongo [ɔw]. Da forme antiche come lavao [laˈvaːu] si è quindi arrivati al lavou [laˈvɔw] del genovese cittadino odierno. Si ritiene opportuno mantenere questa desinenza nei casi in cui è atona, in quanto la pronuncia di -ao atono è meno netta, e cambia da parlante a parlante (la pronuncia di succao “zucchero”, ad esempio, può oscillare infatti tra [ˈsykˑɔw] ~ [ˈsykˑaw] ~ [ˈsykɔː]), e l’uso di -ao è coerente con la formazione dei plurali (da dattao si ha infatti dattai [ˈdatˑaj], e da gambao si ha gambai [ˈɡaŋbaj]).
Declinazioni
| m. s | m. p |
|---|---|
| arpon | arpoin |
| cancæto | cancæti |
| furgao | furgai |
| gangao | gangai |