DEIZE
figlio
-
persona di sesso maschile, considerata rispetto ai genitori; al pl., l’insieme della prole di una persona o coppia figgio [ˈfidʒˑu]
ha giurato sulla testa di suo figlio
a l’à zuou in sciâ testa de seu figgio
parlava con orgoglio del figlio maggiore
a parlava piña d’orgheuggio do figgio ciù grande
abbiamo quattro figli, tre maschi e una femmina
emmo trei figgi, trei mascci e unna figgia
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come appellativo, spesso affettuoso: persona di giovane età zoveno [ˈzuvenu] (var. zoeno)1
figgeu [fiˈdʒøː]
figgio [ˈfidʒˑu]
è un bravo figlio, educato e gentile con tutti
o l’é un bravo zoveno, aggaibou e corteise con tutti
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persona appartenente a una comunità o generazione figgio [ˈfidʒˑu]
era figlio della rivoluzione francese e ne portava i valori
o l’ea figgio da revoluçion franseise e o ne portava i valoî
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al pl., nuove generazioni figgio [ˈfidʒˑu]
zoveno [ˈzuvenu] (var. zoeno)1
i genitori non hanno tramandato la lingua ai propri figli
i genitoî no an trasmisso a lengua a-i zoveni
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prodotto, risultato di un evento o processo produto [pruˈdyːtu]
figgio [ˈfidʒˑu]
questa legge è figlia di mesi e mesi di compromessi politici
sta lezze a l’é o produto de meixi e meixi de compromisci politichi
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1. Caduta di -[v]- intervocalica
Il termine può anche presentarsi con sincope (cioè con caduta) di -[v]- intervocalica. Si tratta di un fenomeno alquanto esteso, che caratterizza da un lato le varietà urbane di ceto popolare, e dall’altro quelle rivierasche e rurali. Così, parole come apreuvo [aˈprøːvu] “appresso”, covercio [kuˈvɛːrtʃu] “coperchio”, crövo [ˈkrɔːvu] “corvo” o ravieu [raˈvjøː] “raviolo”, fra le molte, possono presentarsi nelle forme apreuo [aˈprøːu], coercio [ˈkwɛːrtʃu], cröo [ˈkrɔːu] o raieu [raˈjøː]. Un fenomeno analogo ricorre talvolta anche a inizio parola, ad esempio nelle forme del verbo voei [ˈvwej] “volere” (come veuggio [ˈvødʒˑu] “voglio”, vosciuo [vuˈʃyːu] “voluto”) o in un sostantivo come vòtta [ˈvɔtˑa] “volta”, che suonano quindi oei [ˈwej], (euggio [ˈødʒˑu], ösciuo [ɔːˈʃyːu]) e òtta [ˈɔtˑa]. In genere questo fenomeno non viene registrato nella lingua scritta, soprattutto in contesti formali o letterari. In questo dizionario ci limitiamo a segnalare solo i casi in cui il fenomeno può presentarsi in maniera generalizzata; non vengono segnalate le casistiche in cui la caduta di -[v]- si verifica solo nei dialetti di talune aree (in forme come in [ˈiŋ] per vin [ˈviŋ] “vino” o caallo [kaˈalˑu] per cavallo [kaˈvalˑu] “cavallo”). Maggiori informazioni sul fenomeno, anche in prospettiva storica, si rinvengono in Toso (2004, pp. 170-175) e in Lusito (2025, pp. 481-484).
Declinazioni
| m. s | m. p | f. s | f. p |
|---|---|---|---|
| figgeu | figgeu | figgeua | figgeue |
| figgio | figgi | figgia | figge |
| produto | produti | — | — |
| zoveno | zoveni | zovena | zovene |
Polirematiche
→ essere figlio del proprio padre, → figlio di puttana, → figlio unico, → siamo tutti figli di Dio.
Bibliografia
- F. Toso, «Il tabarchino. Strutture, evoluzione storica, aspetti sociolinguistici.», in Il bilinguismo tra conservazione e minaccia. Esempi e presupposti per interventi di politica linguistica e di educazione bilingue, a c. di A. Carli, FrancoAngeli, 2004
- S. Lusito, Aspetti teorici e pratici della redazione di un dizionario genovese-italiano della lingua contemporanea. Metalessicografia di una varietà romanza di koinè, Edizioni dell’Orso, 2025