DEIZE
immaginazione
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l’atto e la facoltà di immaginare imaginaçion
[imadʒinaˈsjuŋ]1 l’immaginazione lo aiuta a inventare storie
l’imaginaçion a l’aggiutta à inventâ de stöie
quella paura è frutto dell’immaginazione
quella poia a l’é fruto de l’imaginaçion
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ciò che è immaginato fantaxia
[faŋtaˈʒiːa] tutto ciò che racconta è un’immaginazione
tutto quello ch’o conta o l’é fantaxia
Per saperne di più
1. Grafia dei termini imagine, imaginâ, imaginaçion e simili
In genovese molti lemmi che presentano il prefisso in- lo devono alla dissimilazione di un’antica consonante doppia: si hanno così inlustrâ < illustrem, inmenso < immensus, inludde < illudere, ecc. Altri termini conservano invece direttamente il prefisso latino, come inscrive < inscribere. Diverso è il caso di parole come imagine < imaginem, che non hanno mai avuto né il prefisso in- né una consonante doppia: in questi casi la grafia in- non è giustificata né etimologicamente né foneticamente. Forme come inmagine, inmaginâ e inmaginaçion, occasionalmente usate da autori moderni, sono quindi da considerarsi ipercorrettismi di matrice italiana e vanno evitate, preferendo le forme imagine, imaginâ, imaginaçion, ecc.
Declinazioni
| f. s | f. p |
|---|---|
| fantaxia | fantaxie |
| imaginaçion | imaginaçioin |