Poesie religiose anonime del XVII secolo
Certa religiosità barocca un po’ cupa tipicamente controriformistica non è presente solo nelle opere del Cavalli e del Rossi, ma anche in altri autori, alcuni dei quali rimasti anonimi. Nei tre sonetti che seguono, espressione ancora una volta di una letteratura tutt’altro che rivolta al “popolo”, la descrizione di un ordine immutabile ed eterno di tutte le cose non manca di grandiosità e di suggestione, rispecchiando in poesia il contemporaneo trionfo, nelle chiese della Liguria, dell’ornato e dell’iconografia di impianto barocco.
In lòde do Creató de l’òmmo e dro mondo
Con giusta norma d’un vorrei superno
zira un òrbe celeste e à noì resprende
e da superno mòbile o l’imprende
l’òrde ben regulòu d’un mòto eterno.
Sotta de quello un atro ne descerno
ro quà pin de belessa e còse grende
piggia in quattro contrarii ch’o comprende
in discorde union stato e governo.
In questo, un microcòsmo e nasce e muoe
e, patron de quant’è sotta ro Sóo,
o dòmina ra stella quand’o muoe.
Puoe tutto è vanitè, tutto è nescióo,
èrzite donca, ò Muza, e se ti puoe
mira e canta lasciù ro gran Fattóo.
Traduzione italiana
In lode del Creatore dell’uomo e del mondo
Con giusta norma di un volere superno
volge un orbe celeste e a noi risplende
e dal supremo mobile apprende
l’ordine ben regolato d’un moto eterno.
Sotto di quello ne distinguo un altro
il quale, pieno di bellezza e cose grandi,
trae da quattro elementi, che comprende
in unione discorde, stato e governo.
In questo, un microcosmo nasce e muore
e, padrone di quanto vi è sotto il sole,
lo domina la stella quando muore.
E poiché tutto è vanità, tutto è follia,
ergiti dunque, o Musa, e, se puoi,
guarda e canta lassù il grande Fattore.
Esensa divinna e suoe attributi
Nì da ro tempo ò da l’etè prescrito
sempre fù, sarà sempre eterno Dio
un e trin, non diviso e tripartìo
inmenso, incomprenscìbile, infinito.
In mezo o sta, nì spatio impaccia ò scito,
da lé mesmo in lé proprio stabilìo;
ro Re dri anni con ro mòto unìo
pìggian mòto da lé scì comme è scrito.
Dònna chi tutto puoe ghe seze appé
à trà chi vuoe e puoe d’in simma in fondo
e unn’atra per fà gratia à per mersé;
sotto quest’unna veggia, che fecondo
rende ère, egua e terra: intanto Lé,
regolando ro Sée, l’é sempre mondo.
Traduzione italiana
Essenza divina e suoi attributi
Né dal tempo o dall’età prescritto
sempre fu, sempre sarà eterno Dio
uno e trino, non diviso e tripartito
immenso, incomprensibile, infinito.
In mezzo sta, né occupa spazio o luogo,
da sé stesso in sé stabilito assolutamente,
il Re degli anni e il movimento
traggono da lui il moto, così come è scritto.
Donna che tutto può gli siede di fronte
per trarre a sé chi lo desidera e può
e un’altra per concedere grazia e pietà;
sotto costei un’altra ancora veglia, che fecondi
rende l’aria, l’acqua e la terra: mentre Lui,
regolando il Cielo, è sempre mondo.
Ra santìscima Trinitè
Sciù lé mesmo beatìscimo e perfetto
sta ro gran Poere e fra unna luxe inmensa
à mille cari suoe gruoeria dispensa
de gruoeria fonte e de beati oggetto.
Mentre che ro fecondo sò intelletto
in lé con tutto lé se spegia, o pensa
prodùe un Figgio tutto lé in essensa,
Dio de Dio vero in un parto e concetto.
Ro Poere e Figgio in ese Dio tutt’un
in atto perfettìscimo d’amó
con affetto recìproco e commun
spìran ammando un atro uguale à ló
Spìrito: Dio in Trinitè sol’un
santo don, santo mezo e santo ardó.
Traduzione italiana
La santissima Trinità
Su sé stesso beatissimo e perfetto
sta il grande Padre e in una luce immensa
a mille suoi cari gloria dispensa
fonte di gloria e oggetto di beati.
Mentre il suo fecondo intelletto
si rispecchia in sé con tutto sé stesso, pensa
di produrre un Figlio identico in essenza,
Dio di Dio vero in un atto solo partorito e concepito.
Il Padre e il Figlio essendo Dio tutt’uno
in atto perfettissimo d’amore
con affetto reciproco e comune
spirano, amando, un altro Spirito
uguale a loro: Dio in Trinità riunito
santo dono, santo mezzo, santo ardore.